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Un lettore di codici a barre è un dispositivo che recupera l'immagine di un codice a barre a livello ottico e la converte nel suo equivalente in formato digitale. Affinché un lettore di codici a barre possa acquisire una "fotografia" del codice a barre, è necessaria una sorgente luminosa per illuminare il codice. In genere, la sorgente utilizzata è un laser. Viene scelto un laser poiché può essere facilmente concentrato su una lunga profondità di campo. La profondità di campo si riferisce alla distanza lungo la quale uno scanner è in grado di leggere i codici.

Siccome i lettori CCD (Charge Coupled Device) utilizzano come sorgente luminosa un LED devono entrare in contatto con il codice a barre per la lettura. I lettori laser, avendo diversi cm. di profondità di campo, non necessitano di questo: in questa maniera, il codice a barre non verrà né rovinato, né rotto durante la lettura.

Un altro esempio relativo alla necessità della profondità di campo è quando il lettore di codici a barre non può venire a contatto con il codice a causa di un materiale di protezione, quale un vetro, oppure semplicemente per la vicinanza dell'articolo stesso.

Quando nel lettore di codici a barre viene utilizzato un laser, il raggio viene normalmente fatto passare sul codice, ecco perché si parla di scansione del codice a barre. I tipi i laser utilizzati nei lettori di codici a barre sono diodi laser a infrarossi, diodi laser visibili e tubi laser al neon-elio.

Per numerosi motivi, il più conosciuto è il diodo laser visibile (VLD). I diodi laser sono notevolmente affidabili ed hanno una durata di gran lunga superiore ai tubi al neon-elio. I diodi laser funzionano ad una tensione molto bassa (in genere due volt) e non necessitano di alimentatori particolari. Inoltre, il loro alloggiamento è molto compatto (vedere la figura 1), leggero e robusto. Poiché il diodo laser consuma molto poco, può essere utilizzato in lettori di codici a barre alimentati direttamente da un computer o da batterie.

Si preferisce utilizzare i laser visibili rispetto ai laser a infrarossi poiché è stato riscontrato che questi ultimi non riescono a leggere i codici stampati su determinati substrati e materiali. Anche se a prima vista sembra che il codice presenti delle barre scure stampate su uno sfondo chiaro, la luce emessa da un laser a infrarossi viene assorbita in modo diverso rispetto alla luce visibile.

Un altro motivo per il quale i raggi a infrarossi non vengono comunemente utilizzati nei lettori di codici a barre è la necessità di disporre di un raggio visibile di puntamento da parte dell'operatore. Poiché l'irraggiamento a infrarossi non è visibile dall'occhio umano (vedere la figura 2), lo scanner deve fornire una sorgente addizionale che illumini il codice al fine di assistere l'operatore.

Un'altra caratteristica incorporate nei diodi laser visibili è un fotodiodo di monitoraggio. Oltre alla luce emessa dalla superficie anteriore dell'unità laser (vedere la figura 3), una parte della luce viene emessa dalla superficie posteriore. La luce è ricevuta da un fotodiodo posto all'interno dell'alloggiamento del diodo. Il segnale prodotto è quindi disponibile su un conduttore situato nella parte posteriore dell'alloggiamento del diodo. Questo segnale può essere quindi usato dal circuito di comando VLD per controllare la potenza in uscita del laser.

Infine, i prezzi dei diodi laser visibili sono sempre più competitivi. I VLD forniscono un metodo di scansione di codici a barre altamente efficace a un costo estremamente inferiore a quello dei tubi al neon-elio.


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